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Prestiti: corso on line gratuito orso online prestiti Prestiti: corso on line gratuito Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha messo a disposizione un corso di formazione on line, con accessibilità libera e gratuita, rivolto al settore dei prestiti. Nelle lezioni sono procurate complete e utili indicazioni per la valutazione di un mutuo e della sua amministrazione. Il corso è molto utile per orientarsi nell’immenso universo dei prestiti e consente di scegliere consapevolmente tra le decine e decine di proposte presenti sul mercato senza lasciarsi opprimere da condizioni di contratto e termini specialistici. Con l’ingresso del nuovo regolamento sul credito al consumo dal primo giugno 2011, districarsi fra le varie offerte non è certamente un’impresa molto semplice. La serie di lezioni in rete è stata pensata all’interno della campagna “Guarda che ti riguarda!”, ideata e sostenuta da cinque associazioni dei Consumatori e sovvenzionata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il ciclo di lezioni è costituito da alcuni video tutorial di pochi minuti che trattano dei temi basilari connessi al credito al consumo: dalle regole sull’estinzione accelerata del debito, alle assicurazioni a garanzia del credito, ai pericoli che si incontrano dimenticando di pagare una rata, alla elementare diversità tra prestito finalizzato e prestito personale. Non sono necessarie né selezioni né iscrizioni e qualsiasi cittadino può liberamente avere accesso al corso liberamente e scegliere le lezioni che vuole seguire. Alla fine del ciclo di lezioni è prevista anche un esame per individuare quanto si è preparati sulle differenti materi: gli utenti in veste di studenti potranno dare risposta alle questioni del test interattivo a risposta multipla. In caso di carenze e per ripassare alcuni argomenti, il cittadino può tornare indietro e riprendere in mano le materie più complesse. Il Movimento Difesa del Cittadino offre, oltre al corso online, supporto ai consumatori via telefono, al numero verd

Scuola residenziale

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MAESTRI DELLA MENTE e SPIRITO : MAESTRI DI VITA

che possono essere utilissimi per i Giudici

( leggi l’articolo :IL GIUDICE TI LEGGE IL

PENSIERO di FOCUS 1-1-2015)

per riattivare le loro remote facoltà di telepatia e di 3 occhio 

occ

Il terzo occhio è collegato al 6° chakra ed alla ghiandola pineale, posizionato al centro della fronte, appena sopra le sopracciglia, insieme al 6° chakra che si trova immediatamente dietro al terzo occhio con la ghiandola pineale, costituisce la vista dell’anima.

Il terzo occhio contiene l’ultimo di tre nodi. Una volta che un nodo è aperto, l’energia circola attraverso di esso e il chakra della corona diventa più semplice da aprire.
Il terzo occhio è la sede della visione astrale.  Attraverso il terzo occhio, le immagini astrali sono trasferite al cervello. Il terzo occhio è anche importante nella telepatia, per influenzare il terzo occhio delle altre persone, anche se questo non è visibile. Il terzo occhio è recettivo all’energia che viene diretta ad esso.

Il terzo occhio, insieme al sesto chakra, controlla la vista degli occhi, la pelle, e il naso. E’ attraverso il terzo occhio che possiamo vedere le aure, visualizzare attraverso uno specchio e visualizzare l’energia. La ghiandola pineale e il sesto chakra sono dietro di esso.
Il sesto chakra è il punto in cui i serpenti Ida e Pingala si incontrano. Quando la kundalini attraversa questo chakra, apre l’ultimo dei tre nodi. Un lampo di luce viene spesso riscontrato nel momento in cui questo avviene. Aprire il terzo occhio è uno dei passi principali del prendere coscienza.

APRIRE IL TERZO OCCHIO

Questo esercizio viene eseguito usando uno specifico tono, ed uno specifico canto. Dovete eseguirlo per 4 giorni di seguito.

La meditazione sul terzo occhio fatta regolarmente dovrebbe essere il passo successivo, per aprirlo completamente, e per renderlo una fonte di energia.
Questo esercizio lo attiva solamente. Sarà necessario fare ulteriore lavoro, che deve essere costante e consistente per raggiungere i migliori risultati.
Sedetevi con la schiena dritta

 

  1. Mettete le mani nella posizione mostrata nelle prime due immagini. La mano destra dovrebbe formare un pugno intorno al vostro indice sinistro; per i mancini invece, la sinistra sul pollice destro. Il pollice dovrebbe premere sul lato dell’indice, dove termina l’unghia . Quando percepite una leggera scossa elettrica, saprete di aver trovato il punto corretto. Non scoraggiatevi se non lo trovate. Dovrebbe essere evidente per chi ha di natura un’aura più forte. Serve a indirizzare il flusso di energia verso il terzo occhio. Questo mudra può essere utilizzato sempre durante ogni meditazione sul terzo occhio. Mantenete questa posizione durante tutta la meditazione
  2. Inspirate attraverso il naso e, espirando, vibrate “Thoth”. Thoth è il Dio della Luna e quello che governa il 6° Chakra ed il terzo occhio, e la Luna stessa. Rilasciate lentamente il vostro respiro attraverso la bocca e vibrate : Th-th-th-th-oh-oh-oh-th-th-th in un lungo respiro. (vibratelo una sola volta per ogni esalazione, come nella respirazione Yoga).
    *Importante : cercate di far sè che sia la Th che la Oh suonino insieme durante l’espirazione.
    La lingua dovrebbe vibrare sui vostri denti. Questo può richiedere qualche istante per aggiustare il tono in maniera da sentire la vibrazione anche nel mezzo della vostra fronte; non preoccupatevi e continuate pure.
    Cercate di ottenere la vibrazione corretta in modo da sentirla nel centro della fronte. Questo può richiedere alcuni tentativi: cercate di fare del vostro meglio. Potreste dover provare da 1 a anche 15 volte per poter trovare il tono corretto
  3. Fate questo per 4 volte di fila e poi rilassatevi
  4. Adesso allineate il vostro terzo occhio in maniera corretta, semplicemente visualizzandolo con la punta rivolta verso l’interno, e la faccia verso l’esterno, come nell’ultima immagine. Il colore del terzo occhio è bianco brillante, come un sole in miniatura.
  5. E’ molto importante che l’esercizio venga eseguito QUATTRO volte consecutive, una per ogni giorno, preferibilmente a 24 ore di distanza. Dopodichè sarà fatta, ed avrete eseguito il primo passo per aprire ed attivare il vostro terzo occhio.
  6. Una volta finito, è importante meditare regolarmente sul vostro terzo occhio per mantenere l’energia in circolazione.

Chiudete gli occhi, e “guardate “ il terzo occhio, nel centro della vostra fronte. E’ importante rilassarsi, e NON sforzare i muscoli dei vostri occhi, anche se i vostri occhi sono chiusi. All’inizio normalmente vedrete solo oscurità, a seconda di quanto il vostro 3° occhio è attivo, ma poi possono esserci colori in movimento e in varie forme, come se steste guardando in un caleidoscopio. Allo stesso modo in cui si fa guardando in uno specchio, progressivamente le forme e i colori lasceranno il posto ad immagini, se meditate per abbastanza tempo e con regolarità.

Una delle prime sensazioni è il mal di testa, oppure una sensazione di pressione al centro della fronte. Questa sensazione può anche sembrare proveniente dall’interno, normalmente 2-3 cm sotto la superficie della fronte, perché questo coinvolge il 6° chakra. Questo è un segno positivo, e significa che la ghiandola pineale si sta risvegliando e comincia a funzionare in maniera sana. Potreste anche sentire dolore o pressione ogni qualvolta concentrate la vostra attenzione sul terzo occhio. Questo è normale, e migliora con il tempo. Alcune persone potrebbero avvertire un’emicrania per alcune ore. L’intensità di questi effetti collaterali dipende da quanto è atrofizzata la vostra ghiandola pineale.

A tutta quanto fin qui spiegato, aggiungete un ingrediente importantissimo… il vostro pensiero… il focus intenzionale sull’apertura del terzo occhio e sull’attivazione della ghiandola pineale… l’intenzione con il pensiero aggiungeranno efficacia alle modalità che abbiamo conosciute fin’ora!!!

MENTE VITA
La vita è la creazione della nostra mente.
Possiamo allenare la mente affinché diventi stabile, calma e carica di pensieri felici?
Si dice che la mente è come un elefante: estremamente potente ma altrettanto gentile e paziente.
Tuttavia, quando un elefante perde il controllo distrugge e danneggia ogni cosa che incontra, dolcezza e pazienza scompaiono.
Quando la mente è sotto stress, appare come un elefante selvaggio:
non ha alcun controllo e non può essere controllato.
Come cambiare?  e come controllare la mente e poi lo spirito :
gli insegnamenti del dott. enrico valbonesi lo spiegano nel percorso :
LA SCUOLA FONDATA DA ENRICO VALBONESI POTENZIA l indole di ognuno di noi facendoci diventare dei VEGGENTI CHE OPERANO A STRETTO CONTATTO CON I GIUDICI .. per risolvere tutte le problematiche al di fuori di una logica di potere e in completa autonomia e incorruttibilità dettata per l appunta da una integrità totale corpo , mente , spirito.

Quanto in Italia il diritto fa riferimento alle neuroscienze?
“Ci sono state due importanti sentenze relative a un delitto avvenuto a Trieste nel 2009 e a un altro avvenuto a Como nel 2011. In entrambi i casi sono state portate in tribunale perizie a favore dell’imputato in cui si riconosceva il ruolo causativo del profilo genetico e dei difetti cerebrali individuati. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Trieste ha suscitato un ampio dibattito internazionale, poiché sembra aprire – così viene letta da molti – al riconoscimento di una predisposizione genetica a comportamenti violenti. Il verdetto di Como è stato invece interpretato come un passo verso l’accettazione dell’idea che gravi disfunzioni cerebrali, accertabili solo con i nuovi strumenti di neuroimmagine, possano far diminuire la responsabilità penale di soggetti che altrimenti sarebbero ritenuti pienamente consapevoli del proprio operato criminale. Si tratta, in sostanza, di distinguere chi non è in grado di frenare certe pulsioni, chi non può trattenersi”.

E all’estero?
“C’è più ricerca e più interesse da parte dei magistrati, soprattutto negli Stati Uniti. Ma c’è anche molta cautela, dovuta alla mentalità sociale e giuridica americana molto legata all’idea della punizione del colpevole: chi sbaglia deve pagare. Si teme di diventare troppo assolutori. In Italia forse si sarebbe più favorevoli a introdurre questo tipo di studi, perché noi siamo meno rigidi”.

Il diritto può o deve cambiare tenendo conto delle recenti acquisizioni delle neuroscienze e della genetica?
“Ci vuole molta prudenza, non possiamo certo aspettarci che tutto possa cambiare d’un colpo. Ma secondo noi è utile considerare la possibilità delle neuroscienze durante il processo, consapevoli che tutto questo avrà tempi non brevissimi”.

L’impatto potenziale è molto forte.
“L’idea è che in molti casi si potrebbe dimostrare che chi ha commesso certi reati si discosta dalla media del comportamento umano. Ma se gli assassini sono ‘meno responsabili’ della media delle persone, non vuol dire che non sono pericolosi e che  possono essere lasciati a casa. Si potrebbero però prevedere delle forme di prevenzione o contenimento specifiche. Non solo il carcere, ma anche strutture psichiatriche specifiche. Non punire perché hai fatto qualcosa di male, ma mettere in condizione di non fare del male ad altri”.

Il rischio è di catalogare le persone in criminali o meno e poi di non considerarle “recuperabili”.
“Sì, potremmo definirlo un rischio lombrosiano. Hai quel patrimonio genetico, quindi ti tratto a priori in modo negativo. Se poi ti considero un assassino che può solo essere inibito nelle sue azioni, vuol dire che non sei ‘recuperabile’? Non potrai mai cambiare il tuo comportamento e le tue pulsioni? Così si rischia addirittura di mettere in discussione l’articolo 27 della Costituzione, che prevede la funzione rieducativa della pena. Come è evidente, le ricadute possono essere molto forti”.

C’è anche un rischio opposto.
“L’estremismo dall’altro lato dice che è giusto non essere puniti per delitti avvenuti sulla base di queste pulsioni, in quanto non siamo responsabili delle nostre azioni. La tendenza alla violenza viene considerata quasi alla stregua di una malattia infettiva”.