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La Vela del Benessere,uso terapeutico della musica, come la musica può trasformarci - postura ed esplorazione - livello di cambio vibrazionale - suoni sciamanici - suoni e cristalli - sacra geometria - meditazione del cuore Il Corso si rivolge a chiunque ami i suoni e la musica

Gestalt Counseling in amaca by Valbonesi vedere il mondo come una farfalla

Eliminare i desideri..antidesiderio..per eccellenza è l amaca valbonesi ..culla dell apatia..

per poter ottenere quello che si vuole e attrarlo . diventare con leggerezza uguale a quella cosa che vogliamo attrarre.

inganno ansiogeni , siamo eterni , importante e fare c’è sempre un risultato tutto  quello che desidero esiste in potenza , tutto costruito , il mio apparato mentale mi fa apaprire come solido ma può essere gassoso siamo degli ologrammi . solo perche mi hanno detto che è solido e scrintifico ,, ma questo e solid grazie alla mia credenza . questo lo dice il libro die morti , tutto quello che voglio lo posso creare , devo diventare  la stessa sensazione dell oggetto.

 

conferenza gratuita :

venerdi 17 marzo ore 17:00 18:00

titolo : La salute e il benessere legate alle tecniche delle amache antigravity meditazione mantra canti armonici,posturologia e massaggi assistite dall amaca per raggiungere lo stato di benessere

relatore dott. Enrico Valbonesi® SALA DUE LINGOTTO FIERA TORINO

anti desiderio con la musica e Campane di cristallo al silicio,
le Campane Tibetane.
il Biosonic.
il Violino.
CD di autori vari.
una guida teorico-pratica basata su esercizi finalizzati all’utilizzo dei suoni nel processo di guarigione.

Quali aree di studio:

– principi di guarigione del suono,risonanza e cimatica

– psico acustica e sonic entrainment

– suono e respiro

– uso delle vocali e consonanti sulla risonanza del nostro corpo

– toning, uso del suono sul cervello e sul corpo eterico

– sonic yoga, per la salute e l’espanzione della coscienza

– pythagurean tuning forks, esperienza dell’effetto sugli intervalli e i loro rapporti armonici vocali, risuonare sul corpo, sul cervello

nome come mantra

tantra del suono ,connettere con la forza universale

overtoning come riprodurli

uso terapeutico della musica, come la musica può trasformarci

– postura ed esplorazione

– livello di cambio vibrazionale

– suoni sciamanici

– suoni e cristalli

– sacra geometria

– meditazione del cuore

Il Corso si rivolge a chiunque ami i suoni e la musica

a seguire i corsi di : “Massaggio Sonoro con campane tibetane in amaca valbonesi ”
La formazione di “Massaggio Sonoro in amaca ” con
campane tibetane offre la possibilità di apprendere
in semplicità, la tecnica di base, per entrare
con gioia nel viaggio profondo vibrazionale.
La vibrazione sonora, trasforma e cambia
il piano: fisico , energetico, cerebrale, e spirituale,
portando armonia, rigenerazione, rilassamento profondo, e riequilibrio,delle onde cerebrale, ed emisferi , lasciando
una profonda pace e connessione con il sè superiore.Amare significa rinascere nel suono nell onda dell amaca .Sentire le onde del tonale tranquillità lavare su di voi, sciogliendo le vostre barriere alla pace, permettendo che la vostra luce di purezza a risplendere; levitus, lenitiva, calmante, guarigione e riconessione al vostro sè superiore e ritorno all ‘integrità e santità totale . Recuperare il vostro diritto di nascita coccolati dai suoni del dott. Valbonesi e dalle onde delle forme dell’ amaca ….

Durante il seminario DI MASSAGGIO SONORO IN AMACA VALBONESI
verranno insegnate, tecniche semplici, di come utilizzare
le campane Tibetane sull amaca sia a distanza, vicino al corpo e sul corpo.
L’importanza dell’auto-trattamento , della meditazione in amaca con mantra ,
trattamento di coppia sopra e sotto a panino, e di gruppo di 7 amache.
Saper usare le campane con attenzione e presenza al fine di favorire il Rilassamento, è la base fondamentale
della formazione.
I benefici del suono in amaca sono sinergici poichè il suono va oltre la velocità dell aria 540 km secondo
ALLA FINE DEL CORSO SARA RILASCIATO UN’ATTESTATO DI FREQUENZA: ” MASSAGGIO in amaca con campane tibetane”

costo
del primo livello 199 (incluso di dispense e attestato)
CONDUCE: Dott. enrico Valbonesi
inf corso cell: 3294167403

LA212P-CG COUNSELOR VALBONESI ENRICO

LA060S-OP OPERATORE OLISTICO VALBONEsi
http://www.siafitalia.it/cerca-gli-iscritti-a-siaf-italia/ CERCA VALBONESI
Professionista ai sensi della Legge n.4/2013
Luoghi del Seminario:

festival dell oriente 2017

corsi in fieraTorino:17-18-19- e 24-25-26 marzo (Lingotto Fiere via nizza 20 )

Roma:21-22-23-24-25-28-29-30 aprile 1-5-6-7 maggio 2017(Nuova Fiera di Roma)

Napoli:15-16-17-22-23-24 settembre 2017(Mostra d’oltre mare)

Perugia:20-21-22 ottobre2017 (Umbria Fiere)

Carrara:27-28-29-30-31 ottobre 1 novembre 2017(Carrara Fiere)

Padova:1-2-3-8-9-10-15-16-17 dicembre 2017 (Padova Fiere)

Orario del seminario:

ogni week end del 2017
Dalle ore 10:00 alle ore 23.00

ci piacerebbe a questo punto trovare una forza che paralizza tutto il prossimo futuro..: La pazza corsa ai droni e ai robot gestalt è innanzitutto il più grande affare della storia del complesso militare-industriale e finanziario transnazionale. ma come con la Gestalt

Il verbo gestalten significa “mettere in forma” o “dare una struttura significante” e il suo risultato, la Gestalt appunto, è dunque una forma strutturata, completa e dotata di un senso.

La Gestalt sottolinea che il tutto è differente dalla somma delle sue parti e perciò la terapia della Gestalt assume che per comprendere un comportamento è importante, oltre che analizzarlo, averne una visione di sintesi, ovvero cercare di percepirlo nell’insieme del contesto globale (visione olistica).

Le ricerche della psicologia della Gestalt in particolare, dimostrarono che ogni individuo è costantemente bombardato da una serie di stimoli, ma il sistema percettivo seleziona solo alcuni di essi e li organizza in strutture significative, o Gestalt.

In termini psicologici questo significa che, come individui, percepiamo noi stessi e il mondo come il risultato di un insieme di stimoli selezionati dal nostro sistema percettivo. Il sistema percettivo costruisce una figura definita rispetto ad uno sfondo indifferenziato. Quindi gli stimoli non vengono percepiti in modo disgiunto gli uni dagli altri, ma vengono organizzati in modo da rispondere al bisogno di costruire significati basati sull’esperienza percettiva dell’ambiente.

L’osservazione fenomenologica deve astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva (la “Gestalt” del sistema, appunto). Il significato che emergerà al termine dell’osservazione risulterà essere ben più preciso e profondo della semplice somma delle analisi delle singole parti del sistema. Questo, in breve, è il legame tra la terapia della Gestalt, la teoria del campo e le correnti filosofiche esistenziali e fenomenologiche europee del secolo scorso.

Fritz Perls sviluppò questo principio ed ebbe il merito di applicarlo alla terapia, nei termini in cui il paziente ha bisogno di sperimentare l’ambiente per costruire i suoi significati; la terapia consiste quindi nell’analisi della struttura interna dell’esperienza reale – come funziona il mio sistema percettivo – al fine di accrescere la consapevolezza di questo processo – sono consapevole di “vedere il mondo” in un certo modo.

Nel testo che segna l’esordio della psicoterapia della Gestalt troviamo scritto:
” …operando sull’unità e sulla mancanza di unità di questa struttura dell’esperienza qui e ora, ci sarà possibile ricostruire i rapporti dinamici tra figura e sfondo, fino a quando il contatto non diverrà più intenso, la consapevolezza più luminosa e il comportamento più energico. La cosa più importante da stabilire è il fatto che una Gestalt forte è essa stessa la cura del momento e che la figura del contatto non è segno dell’esperienza, bensì essa stessa l’integrazione dell’esperienza”.

Principi[modifica | modifica wikitesto] Detto questo, è possibile enucleare alcuni dei principi fondamentali della terapia della Gestalt:

L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico ecosistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò un significato di adattamento creativo in risposta all’ambiente in cui si è sviluppato nel passato, ma che può non aver più la stessa utilità nella situazione presente.
L’approccio gestaltico considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale.
La terapia della Gestalt si occupa soprattutto di osservare e verificare la consapevolezza del processo dei pensieri, sentimenti e azioni di un individuo, prestando maggiore attenzione al “cosa” e al “come”, piuttosto che al “perché” di un’azione o di un comportamento. La consapevolezza del come qualcosa avviene, infatti, conduce più facilmente alla possibilità di compiere un cambiamento genuino e responsabile.
La relazione terapeutica rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare alcuni aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che l’interpretazione di questo.
La personalità secondo Perls
Perls esplora il rapporto tra il sé ed il mondo: i confini dell’io vanno negoziati perché c’è qualcosa all’esterno di cui abbiamo bisogno. Il processo attraverso il quale faccio passare qualcosa attraverso i confini dell’io si chiama contatto. Fare contatto richiede un dispendio di energia. Perls riteneva che appena una situazione è chiusa, siamo aperti per la successiva situazione che si presenti come una figura che emerge da uno sfondo; secondo lui la nevrosi è frutto di un numero ripetuto di situazioni incompiute, di Gestalt incompiute.

Perls – che in origine ebbe una formazione freudiana – riteneva che la personalità avesse più strati.

Strato dei cliché: è lo strato più esterno, una piccola parte del sé genuino che viene impiegata per fare domande su persone senza un interesse reale.
Strato dell’impersonificazione dei ruoli appresi: la rappresentazione del ruolo diventa automatica e serve a mascherare il sé genuino, ad es. padre o madre, professore o studente.
Strato dell’impasse: a questo livello si sperimenta un senso di vuoto o nullità.
Strato implosivo-esplosivo: la persona è consapevole delle proprie emozioni che esprime verso l’esterno e verso l’interno.
Personalità genuina spogliata di tutti i modi di esistere appresi nel mondo.
Con la consapevolezza completa si diventa coscienti dell’autoregolazione dell’organismo. Perls riteneva importante la differenza tra la realizzazione del sé e la realizzazione dell’immagine del sé, la protezione dell’immagine attraverso ruoli, implica che non si ha diritto di esistere così come si è.

Essere nel mondo[modifica | modifica wikitesto] Perls divideva le persone in tre grandi categorie riguardo al loro modo di essere:

Devisti: vivono in base a regole e regolamenti imposti. Il loro comportamento è stabilito dal confronto con regole e regolamenti imposti. Come si dovrebbe e non dovrebbe essere.
Circaisti: tra questi si trovano gli intellettuali, quelli che preferiscono pensare piuttosto che fare, persone prese dal passato e dal futuro.
Esistenzialisti: persone che si accettano così come sono.

Nel panorama degli attuali orientamenti in psicoterapia, l’approccio della Gestalt rappresenta un indirizzo
che si è consolidato progressivamente negli ultimi decenni sino a divenire uno dei modelli di intervento
ben rappresentati sul territorio nazionale, sia per la ricchezza e coerenza interna del modello
epistemologico di riferimento, sia per l’efficacia ed attualità del modello di intervento nel lavoro clinico
sull’ individuo e sui gruppi.
Alla diffusione del modello clinico-applicativo, che in Italia data oltre un trentennio, è andato
affiancandosi un progressivo consolidamento di iniziative di formazione professionale che ad oggi si
esprimono in una decina di istituti di formazione che operano sul territorio nazionale.
Tali iniziative risultano per la maggior parte collegate ad associazioni professionali o ad autorevoli
rappresentanti della disciplina che svolgono la loro attività in paesi dove la Terapia della Gestalt si è
originariamente sviluppata, in particolare negli Stati Uniti d’America dove sono presenti tre principali
orientamenti: la Scuola della East Coast (l’Istituto di New York, che raccoglie l’eredità di Laura Polsner
Perls, Isadore Fromm, Paul Goodmann), la Scuola della West Coast (che raccoglie l’orientamento dell’
ultimo periodo di Fritz Perls e di suoi collaboratori quali Jim Simkin, Claudio Naranjo, Gary Yontef,
Abraham Lewitzky) e la Scuola di Cleveland (rappresentata da Joseph Zinker, Erving e Miriam Polster).
Sotto l’influsso dei rappresentanti delle scuole statunitensi, anche l’Europa ha assistito ad un progressivo
espandersi ed approfondirsi del modello gestaltico ed annovera, allo stato attuale, una ricca
distribuzione di iniziative qualificate di realtà associative e di formazione professionale in InghIlterra,
Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Svezia, Belgio, Olanda, solo per menzionare i riferimenti più
consistenti.
Nella realtà italiana la Psicoterapia della Gestalt si esprime a livello associativo nella Federazione
Italiana delle Scuole e Istituti di Gestalt (FISIG), di cui ilo CSTG è stato socio co-fondatore, che si è
costituita nell’aprIle 1989 allo scopo – come recita l’art. 4 del suo statuto – di “favorire l’evoluzione della
teoria e delle tecniche di intervento della Gestalt in ambito nazionale ed internazionale. A tal fine
promuove attività di ricerca, sperimentazione e divulgazione per sensibIlizzare ai principi della pratica
gestaltica, agevolare e tutelare la diffusione corretta di tale metodo”.
Scopo precipuo della Federazione stessa è quello di stabIlire i criteri di tutela degli standards quantiqualitativi
delle attività formative, come è specificato all’art. 1 del suo regolamento: “La FISIG ha, inoltre,
Il compito di garantire la corretta definizione ed attuazione, da parte delle Scuole ed Istituti Federati, dei
programmi di formazione professionale alla pratica psicoterapeutica, alla docenza ed alla supervisione
didattica e professionale”.
Il CSTG è sorto a seguito di un periodo di confronto e collaborazione su temi inerenti la psicoterapia
della Gestalt da professionisti che da tempo erano impegnati in programmi di formazione nella stessa
disciplina, o in altri indirizzi della psicoterapia e delle scienze umanistiche.
Rispetto al quadro teorico di riferimento, il CSTG deriva il suo impianto teorico-formativo dalle correnti
della psicologia e della psicoterapia che si rifanno a: Psicoanalisi freudiana, Psicologia analitica,
Psicologia della Forma, Teoria del Campo, Fenomenologia, Esistenzialismo ed Antropoanalisi,
Psicologia Umanistica, Carattroanalisi, psicologia archetipica e Semantica Generale.
Più in particolare, le acquisizioni della psicologia generale che rappresentano il bagaglio teorico adottato
dal CSTG sono rappresentate da:
– I postulati della Psicoanalisi freudiana integrati o modificati dalla impostazione di Perls relativa alla:
centralità dell’attitudine appetitiva, come modello dell’interscambio tra l’individuo e l’ambiente, nei
confronti della pulsione libidica; priorità per il lavoro esperienziale, più che interpretativo; attenzione per il
“modo di essere nel mondo” nel qui ed ora, come via privilegiata di accesso all’indagine anamnestica;
– la Psicologia della forma: globalismo percettivo, rapporto figura/sfondo, tendenza a completare le parti
mancanti della figura
– la Teoria del Campo di K. Lewin
– la autoregolazione organismica di K. Goldstein
– la Teoria dei sistemi Von Berthalanfy
– la Psicologia evolutiva nei suoi diversi aspetti: psicoaffettivo (Freud, Mahler, Stern e Jung per quanto
riguarda il processo di individuazione, J. Bowlby e J. Winicott per quanto riguarda la formazione dei
legami affettivi), cognitivo (J. Piaget) e della socializazione (K. Danziger)
– la teoria delle relazioni d’oggetto di Modell e Guntrip
– la Psicologia dell’Io (A. Freud e H. Hartmann)
Su tale background teorico di riferimento si innestano elementi caratterizzanti l’orientamento teorico
specifico adottato dal CSTG che tengono conto in particolare di:
– modello sistemico nello studio e nel lavoro clinico relativo alla coppia, alla famiglia e alle comunità. Tale
impostazione rappresenta una prerogativa particolarmente sviluppata dal CSTG nel lavoro con pazienti
schizofrenici, tossicodipendenti o adolescenti allorchè il lavoro sul sistema e sul contesto risulta di
imprescindibile importanza. Tale impostazione trova un coerente quadro di riferimento nell’assunto
fondamentale dell’interazione individuo/ambiente quale modello fondamentale di riferimento dell’ottica
gestaltica. A riprova di tale orientamento sta la formazione nell’ottica relazionale conseguita da buona
parte dei didatti del Centro
– lavoro sul corpo secondo un’impostazione che si rifà prioritariamente a Wilhelm Reich, di cui Perls fu
paziente e allievo, in particolare in reazione al lavoro sui blocchi emozionali, sulla corazza muscolare,
sulle strutture caratteriali, sulle corrispondenze tra conflitto psichico e linguaggio del corpo in generale. A
riprova di tale orientamento sta la formazione approcci psicocorporei conseguita da buona parte dei
didatti del Centro (Zerbetto nella Caratteroanalisi reichiana, Giuseppe De Felice nella Bioenergetica,
Valter Mader nello Siatzu e nel Bodywork integrativo)
– antropoanalisi binswangheriana attraverso una piena valorizzazione dei contenuti dell’impostazione
fenomenologico-esistenziale sia per quanto concerne il modello teorico di riferimento che quello clinico
applicativo;
– processo creativo, nell’accezione di J. Zinker, per il quale si sottolinea l’imprescindibile aspetto creativo,
inventivo, innovativo sia nell’operare in psicoterapia che nella comune accezione di adattamento creativo
alle sempre diverse condizioni dell’interazione Io/mondo.
– lavoro sulla consapevolezza nei suoi diversi livelli, sensoriale-corporeo, emozionale, immaginativo,
cognitivo e relazionale, attraverso la ricerca di ambiti integrativi di approfondimento con pratiche di
diversa derivazione;
– approfondimento del lavoro sui “processi primari” in collegamento con la tradizione collegata ala Dasein
analisi e alla componente fenomenologico-esistenziale nella prospettiva del filosofo Van Dusen.
– approfondimento sulle componenti teorico-epistemologiche collegate al tema della “libido” in Sigmund
Freud con elaborazioni successive in ambito junghiano e ferencziano. Tali collegamenti si arricchiscono
di apporti collegati ai testi platonici sui dialoghi sull’Eros e alle altre componenti della dialettica amorsa,
come agape e philia. Sul tema sono state avviate delle Conferenze mensili sul tema “Dialoghi
sull’amore” inaugurati da Umberto Galimberti e che prevedono una alternanza di relatori su temi di
carattere psicologico, filosofico e letterario.
– polisemia del linguaggio e collegamenti con ambiti di carattere semiologico attraverso la attiva
partecipazione alla Associazione Simbolo, Conoscenza e Società collegata al Dipartimento di Lettere e
di Semiotica dell’Università di Siena. Sul tema “mito e psiche” verrà promosso a settembre una Giornata
su “Arianna, dalla vicenda mitica alla sindrome clinica”.
– il tema del mito (con particolare a quello greco) con integrazioni del concetto di gestalt (intesa come
fattore significante di un insieme di elementi in possibile connessione reciproca) con quella di archetipo
(in senso junghiano-hillmaniano) e di complesso (in senso freudiano).
– collegamento tra il lavoro di drammatizzazione gestaltica e la drammaterapia con particolare
riferimento all’uso del testo collegato alla tragedia attica come elemento di evocazione di significato e di
vissuto grazie al fenomeno della identificazione proiettiva con il mitema come rivisitazione in chiave
psicologica moderna del fenomeno della mimesi (con riferimento alla poetica di Aristotele)
– area clinica del gioco d’azzardo patologico come nuova forma di dipendenza. In tale prospettiva è stata
avviato, grazie ad un finanziamento della Regione Toscana, il progetto “Orthos”, un programma di
recupero per giocatori problematici in ambito residenziale breve sotto a direzione scientifica del dr.
Zerbetto e con il coinvolgimento di ex-allievi della Scuola. Il progetto è giunto al suo quinto anno dis
sperimentazione con l’avevnuto trattamento di 156 utenti. Il programma di ricerca viene coordinato dal
prof. Vincenzo Caretti dell’Università di Palermo.
– aree cliniche e di ricerca sui disturbi alimentari psicogeni (che si configurano in Moduli sul tema di
“Corpo e immagine” giunti alla terza edizione), i disturbi psicodermatologici e collegati a sindromi
ansiose e attacchi di panico.
– ricerca sulla dinamica della creatività con particolare riferimento al processo morfogenetico ed ai suoi
blocchi.
– elaborazione concettuale dei presupposti epistemologici e metodologici della Gestalt terapia applicata
con una elaborazione di un modello di intervento sul tema del counseling e della psicologia scolastica.
– teoria del self e del duplice contatto attraverso lo sviluppo di quanto sintetizzato nel paragrafo
precedente nell’ottica di una coerente impostazione che lega il contatto con il “mondo interno” a quello
con il “mondo esterno” nella prospettiva dell’impostazione gestaltica relativa al rapporto
individuo/ambiente, alla teoria del campo e quello di autoregolazione organismica. Su questo tema viene
presentata una rivisitazione innovativa e sistematica sulle funzioni/disfunzioni del self a cui si rimanda
nella sezione che segue unitamente all’approfondimento degli aspetti filosofici, epistemologici e
metodologici si rimanda alla sezione che segue.
Definizione sintetica
Gestaltico
Presentazione del corso
Denominazione
Corso di counseling ad orientamento gestaltico
Obiettivi
Il corso si propone di sviluppare:
• le capacità relazionali, di ascolto e di comunicazione, attraverso le quali instaurare una relazione
d’aiuto o di sostegno professionale;
• la capacità di gesti re il disagio esistenziale, emotivo o interpersonale;
• la consapevolezza sensoriale, emozionale, cogniti va e di relazione;
• il contatto, la crescita e l’espressività del sé autentico.
Metodologia d’insegnamento
Sarà applicata la metodologia teorico-esperienziale gestaltica, che consiste in un metodo di
insegnamento attivo, con approfondimento sulle capacità di ascolto e di comunicazione intersoggettiva
ed elaborazione dei nuclei conflittuali irrisolti attraverso il lavoro personale.

La narrazione nel counseling
Triadi e supervisione: attenzione al linguaggio non verbale, sguardo, respiro e
Prossemica
Principi di teoria della comunicazione
Principi generali di Counseling e differenze nei confronti della o
La relazione individuo/ambiente e l’autoregolazione organismica
La relazione individuo/ambiente e l’autoregolazione organismica
Sensory awareness e continuum di consapevolezza
La teoria del sé nella gestalt: il contatto e le sue disfunzioni
La teoria del sé nella gestalt: il contatto e le sue disfunzioni
Le fasi del counseling
La psicologia degli enneatipi
La psicologia degli enneatipi
Triadi e supervisione: intornismo, attraversamento e dinamica figura/sfondo
Triadi e supervisione: a che punto siamo
Giornata sulla ricerca
Programma secondo anno
Verifiche e prospettive del corso
Elementi transferali e relazione intersoggettiva

Continuum di consapevolezza
Triadi e supervisione: Horror vacui e vuoto fertile
Stati dell’Io in Analisi transazionale
I meccanismi di difesa e i blocchi energetici del corpo
Triadi e supervisione: rispecchiamento e contagio emozionale
Triadi e supervisione: La ristrutturazione cognitiva
Molteplicità del Sè in Gestalt
Il lavoro sulle figure genitoriali
Mitopoiesi e archetipi
Triadi e supervisione:Catarsi ed emotional release
Meditazione e postura meditativa nel counseling
Triadi e supervisione: Tecniche espressive e repressive
Programma terzo anno
Segno Simbolo e Sintomo
Triadi e supervisione: La relazione “io tu” e la dinamica intersoggettiva
Counseling aziendale
Triadi e supervisione:La qualità della presenza
Il corpo nel conflitto
Triadi e supervisione: Realtà fantasia e spazio transizionale
Il processo morfogenetico e dinamica delle gestalt
Distacco e perdita
Triadi e supervisione: La riappropriazione delle parti del Sé
Le vicissitudini della libido
Bodywork
Le vicissitudini della libido tra Eros
Triadi e supervisione: Tra autoaccetazione e tensione al cambiamento
La dimensione esperienziale e la gestalt come stile di vita

 

 

UTILISSIMI SONO I CREDITI FORMATIVI CHE LA SCUOLA VALBONESI RILASCIA

CONVERSIONE ECP IN ECM
CONVERSIONE ECP IN ECM

L’ECM è il processo attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale.

La formazione continua in medicina comprende l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini utili a una pratica competente ed esperta.

I professionisti sanitari hanno l’obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire un’assistenza qualitativamente utile. Prendersi, quindi, cura dei propri pazienti con competenze aggiornate, senza conflitti di interesse, in modo da poter essere un buon professionista della sanità.

Dal 27 Marzo 2015 è stato siglato un importante accordo tra SIAF Provider e un Provider Standard ECM che consente di convertire l’inserimento dei corsi ECP in ECM. Le persone interessate al doppio riconoscimento dovranno effettuare un pagamento di 70 euro per i diritti di segreteria dei Provider ECM-ECP http://www.siafitalia.it/iscrizione-soci/pagamento/ . A seconda del luogo di svolgimento del corso cambiano i tempi di inserimento :

PER ACCREDITAMENTI DI CORSI IN REGIONE LOMBARDIA: l’inserimento deve essere fatto entro 30 giorni dalla data d’inizio;

PER ACCREDITAMENTI DI CORSI SU TERRITORIO NAZIONALE: l’inserimento deve essere fatto entro 40 giorni dalla data d’inizio quindi devo avere il materiale almeno 35 giorni prima.

La tassa ministeriale dovrà essere corrisposta esclusivamente qualora almeno un partecipante al corso richieda l’attestazione ECM (l’importo varia in base al numero dei partecipanti).

Qui di seguito riportiamo l’elenco dei documenti necessari per la richiesta del doppio riconoscimento ECP-ECM:

TITOLO DELL’EVENTO

SEDE (location, indirizzo, comune, provincia)

PRESENTAZIONE (breve introduzione al corso e alle tematiche in generale)

OBIETTIVI (specificare gli obiettivi dell’attività proposta)

METODOLOGIA DIDATTICA (indicare se si tratta di lezioni magistrali, se si faranno lavori di gruppo, discussioni etc)

CATEGORIE PROFESSIONALI (specificare se il corso è rivolto a una categoria in particolare o se aprirlo a tutte le professioni. N.b.: Se si decide di accreditare ad esempio solo infermieri nel caso poi siano presenti anche biologi questi ultimi non potranno avere i crediti)

NUMERO PARTECIPANTI (specificare il numero di partecipanti previsto)

RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTI (per ogni docente occorre il curriculum formato europeo firmato e aggiornato e codice fiscale)

PROGRAMMA (specifica della giornata/e con orari e contenuti e relatore)

Compila il Form per la richiesta di Rilascio ECP del tuo Evento:

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